La Dimo-strazioneEvANdELI-CA .
Il ministeronoto dai suoiatti,
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replicarle . La pubblicità delle precedenti prud-ve si trasmise come il ministero , e non sene separò in alcun tempo. Dimostrandosi ab-bastanza per ^ordinazione, e per la invaria-bile distinzione dei tre ordini di operai, face-vasi del pari osservare per gli atti ammestie continuamente ripetuti dei suoi differenti po-teri .
Degli atti di una compagnia, la cosa noné, come di un monumento mezzo roso, odi una medaglia , che si può sospettar falsa,e la spiegazione di cui esser può contraddet-ta. Gli atti di una compagnia sono tanto vi-vi, quanto essa, e bisogno non hanno di spie-gazione . Producon essi in ogni tempo due ef-fetti : 1’uno di soddisfare soggetto, di cui lacompagnia ha i poteri ; 1’ altro di render vi-sibile la compagnia stessa, e di mantenerne ianotorietà. Il lungo intralaseiamento la fareb-be perder di vista : laddove la realità dei suoi■titoli si fa sempremai sentire con la perpe-tuità delle sue funzioni. Ali’ istesso modo idifferenti atti del ministero Evangelico, e tut-te le pratiche, o gii stabilimenti emanati daquel potere, hanno il doppio effetto di san-tificar le anime, e di trasmetterci le testimo-nianze di un Appostolato immortale.
Obbligo è dei Pastori e dei Teologi il mo-strarci 1’eccellenza, e la regolare applicazionedei mezzi, per mezzo dei quali il ministerocomunica ai Fedeli gli effetti dell' alleanza.Quel che noi considereremo in coteste prati-che tanto antiche, quanto la stessa Chiesa,è il vantaggio, cui effe hanno per la lorovisibilità , di essere i monumenti non meno
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