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della Natura. 125
di una superfiziale credulità , e di una con-'fession vacillante . Amava essa piuttosto di!^ contar un picco! numero di figliuoli, che di. (t ™ averne a piangere le lor cadute.
'J® I Neofiti stessi sapevano, che il ricevimen-to del battesimo veniva ad essere la condanna, del Giudaismo, e della vita dei Pagani. Que-111,1 sto passo gli esponeva alle avanìe, agi’insul-® |! ti, alla perdita dei lor beni, al martirio. IlA pericolo del testimonio gli metteva nella ne-c * cessità di essere esatti negli esami , ed ag-' Dîi giungeva alla sua testimonianza il merito dellaprudenza.
, La confermazione che teneva dietro alj 1 battesimo, attestava tutto insieme la effusione' lc ’dei doni del Santo Spinto, e la continuazio-«e sensibile di .quei doni, ond’ eransi formate_ tante Chiese, nelle qualsia memoria era an-cora recente .
Il Neofito infine era ammesso alla mensa' del Signore, e con quei!’azione , eh’ era ilgrande oggetto delle sue brame, e il grandemotivo delle prove preparatorie, chiaramenteattestava tutti i fatti Evangelici . Diventavaveramente il Predicatore dell’opera della sa»I® ■ Iute, e ne perpetuava la predicazione da un“i 1 secolo ali’altro sino alla venuta del Figliuolotm Dio.
"â II battesimo era la più viva pittura della. . nuova vita di Gessi Cristo resuscitato, e del-V interno innovamento del Cattecumeno. EraP abiura della precedente sua vita , per pas-sare ad una opposta condotta . Ma quel Sacra-mento non reiteravasi . Laddove la mensaEucaristica essendo ìa partieipazione della vit-tima
La Dimo-
STS.AZIO.VE
Evangeli-ca .
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La Confer-mazione, te-stimonianzaresa ai donidel S. Spiri-to .
L’Eucaristiapubblicazio-ne immor-tale dellamissione E-vangelica.
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