della Natura. 235
^ „ sempre sino a! fine dei tempi „ . Ed ecco, degli uomini, che vengono a dire sul viso a strazine"
la: ® Gesù Cristo: Voi non siete più coi vostri In- Evanoeu-!Bt ® viali: noi siam quelli che diremo agli uomini CA ‘tllaîl ji le vostre intenzioni.
Il principio della Riforma è stato comune-wiiîi: mente enunziato in questi termini: Scìe vo-... . Jìre Chiese non fi riformano, noi abbiamo il di-ritto e /’ obbligo di riformarle noi flessi. Ora nonabbisognano meno poteri per riformar la Chie-: «la s a 1 che per iflabilirla . Noi abbiam dunque il‘> a ’ discernimento delle dottrine , il potere delle chia-ttisft vi, e rApposolato.
*ii,i Per giudicar del valore di un somiglianteà,d>! principio, non è di necessità ricorrere all’av-ia;« venimento : stiamo nonostante alla regola da-ti® ! taci da Gesù Cristo per distinguere i cat-stm; ti vi maestri . Quelli infine.debbonsi ricono-atft scere dai lor frutti. Se vi ha dunque un ri-i»u* flesso capace di ricordar alla unità quei chehanno avuto parte alle enormi conseguenzebù di un così enorme principio, sarà certamenter;x quello di osservare, che abbandonando i’uni-M: tà si traviò sì stranamente dal buon sentiero,
:à che non si trova più nè regola, nè autorità.
1 Cff II Cristianesimo allora è di una condizioneassai inferiore a quella delle società umane;iti:,'.® non è esso altro più che una filosofia con-ni!! tenziosa : laddove le umane, società hannoni;li. un ordine costante, ed un Ministero immor-MÌ. tale , che mette freno ali' inquietudine deiparticolari.
te vi:i Gli scandali , che incontransi nella unità,
[JjBì, sono stati predetti . E' necessario che ve nefo siano per esercizio dei Giusti : ma non è men
ne-