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Tomo decimoquarto.
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162 Lo Spettacolo

ne : ne ha egli raccolto gli abitanti per esserftkazione messo in possesso, di quella Chiesa di pocoEvangeij. conto , in cui ogni cosa fa risovvenir dellalontananza della Citta. Rivolge egli la parolaa quei, che dal suo Vescovo gli sono stati con-fidati ; e imprende a convincergli , che lasua missione è per essi tanto salutare , e tantocerta, come se ricevessero immediatamente iprimi Inviati, e Gesù Cristo medesimo.-Poiché questo è il nostro attuale oggetto,e che a mostrare ci resta, come si farà vede-re a quelle buone genti , che i piccoli possonessere così chiaramente istrutti della realitàdel Ministero che gli salva, come gli abitato-ri delle Città più opulente ; mettiamoci inmezzo agli Uditori di quest’uomo, che si di-ce Inviato, e spezialmente mandato ad essi.Ascoltiamo, come potrà lor persuadere, chelalor condizione preferibile sia a quelle delle So-cietà separate. Intraprenderà egli d’istruirglicon delle citazioni di libri ? Essi poco gì’ in-tendono, e non ne sanno il merito, né l’au-torità . Impiegherà egli una fila di ragiona-menti? Cotesto modo non è a proposito perquella sorta di spiriti. Tratterà egli il tuttoistoricamente? Ma il dicoiso di lui non por-terà con sé le sue pruove. lo lo voglio solo.Egli non ha nulla da far loro vedere, né dafar toccare col dito. Non ha attorno di sé nétestimoni , né mallevadori , nè monumenti.Io tremo per quella Greggia, di cui il Pastoreè così spogli , ut ogni instilo. Ma più chelecircostanze di lui fi no svantaggiose , più ilsuo Discorso è inreretsmte per noi . Vedia-mo, ascoltandolo, (e ia religion Cattolica gli

som-