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della Natura. 307
i, die’egli ai Fedeli di Corinto: L’uno dice: La Dimo .„ Io fono di Paolo. L’altro: Io fonodi Apol- strazione,„ lo. Ma chi è Paolo, per autorizzarvi a di- Evanceli-„ re, io fono di lui? Chi è Aprirò, per di-„ re, io abbraccio i suoi sentimenti?
L’Appostolo scelse così i nomi più rispet- 1. Cor. 4. i.tati in quella Chiesa, per no» nominar queieh’ erano divenuti 1’ oggetto di un attacco po-co prudente; con questo mezzo egli acquistae addolcisce il diritto di riprovar le umaneprevenzioni per le persone , per i metodi,per le opinioni. Nessuno spirito particolarefarà la felicità dei Cristiani. Non v’ha cheun linguaggio, ed una condotta, che possaessere profittevole ; ed è quella di essere diquello, che ci ha acquistati, e di stare uni-ti a lui, non per mezzo del tale, o del ta-le, ma per mezzo della comune predicazio-ne del Ministero, eh’ è diretto a tutti, cheha ricevuto tutto, e che tutto ci dà.
Lontani dunque dal!’ esser parziali per qual-sia degli uomini, noi non attaccheremo lanostra salute a uno dei mezzi scelti da Diostesso, a esclusione degli altri. E 1 la totalitàdi que’ mezzi che fa il nostro tesoro. Non-ché Paolo, neppur tutti i sacri Scrittori mes-si insieme fanno la nostra unica regola; poi-ché la predicazione del Ministero, che hapreceduto que’ santi Scritti, non ha mai ces-sato. A parlar propriamente, la dottrina diApollo non ci basta, né quella dei Padri.
Non è né Cepha, né i successori di lui, cheoperano m noi la giustizia. Sono essi, se-condo i differenti gradi di lor incombenze,gli architetti di quel!’ unico edifizio a Dio
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