Tran-
quillità
della
Notte.
'tó L A N O T T E.
il riposo, non lo riduce alle angustie d’un mo-mento preciso. Non vien già ella con viso bur-bero a spegnere la face del giorno, e a rubarciin un attimo la vista degli oggetti, onde siamooccupati. Non ci sorprende nel mezzo âel no-stro lavoro, o de’nostri viaggi, mas’avanza alenti passi , e fa dense e profonde le sue tenebresolo per gradi. Ci lascia terminare a noslr’agio1*opere incominciate, e non ci toglie subitola vista del termine , a cui vogliamo arrivare.Sol dopo averci avertiti con creanza della ne-cessità di posare, ella finisce d’oscurar la na-tura.
Per tutto il tempo, che l’uomo riposa, el-la sospende in grazia di lui ogni mormorìo,ogni splendore , ogni impressione troppo viva-ce. Permette bensì ad alcuni animali, la cuifpaventevol figura potrebbe conturbar l'uomomentre fatica, che vadano fra le tenebre a cer-care chetamente il loro pascolo nella disertaCampagna : porge modo a gli animali rapaci ecarnivori di venire vicino a’ luoghi abitati ,per nettarli da ciò che gli può infettare , ed an-che di far preda dì quello, eh’è custodito dall’uomo con negligenfia . Le par cosa buona, chequeir animale, il qual fa sentinella appressodell’uomo, lo avvisi di ciò che gì’ importa,co’ suoi latrati. Ma impone silenzio a tutti glialtri. Ella tiene addormentati vicino a lui ilcavallo, il bue, e tutti gli altri suoi domesti-ci ; e disperde gli uccelli sopra degli alberi, ogli ritira ne’loro nidi. Quando il giorno ab-bassa, tacciono a poco a poco i venti che agi-tan l’aria, e pare in somma, chelanotta siaincaricata di farsi, che il Re della Natura si-cura-
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