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IL CREPUSCOLO,
E
L'AZZURRO DEL CIELO,
TRATTENIMENTO IV.
U N debol chiarore pomincia\ad imbian-car l’Orizonte, e già noi vediamolaluce, lungo tempo prima che il Solesia arri vato sul margine del Emisfero celeste anoi visibile e discoperto . Quest’ordine dellaNatura non può non recarci maraviglia ; dac-ché sappiamo che la luce da noi non si vede senon ne son percossi i nostri occhi. Ora qpandoil Sole è ancora nella parte del cielo ascosa sot-to di noi/parche non possa mandarci alcunode’suoi raggi. Può, non v’ha dubbio , farnestrisciare alcuni su i margini delle terre che ter-minano la nostra vista. - ma questi raggi si per-deranno nel Cielo . Che se incontrino neglispazj, da lor varcati, un corpo solido comequel della Luna, o di qualche altro pianeta,son riflettuti come sopra uno specchio, ed unaparte di essi a noi si rimanda : ma ip difetto d’una tal superficie, o d’untai corpo denso, ecapace di rifletterli , passeranno lateralmenterispetto a noi, e noi non li vedremo. Che co-sa può esser dunque che ci presti questo servi-gio, e che ci mandi il lume, prima che com-pari?