Trattenimento VIII. 99
*v tonta delia vostra fronte, come dianzi, ma lvostri occhi, che però allora vedono dò chelk lealmente è nascosto dietro il parete del ca*'’I tino.
à . Il desiderio di perfezionare il vantaggio rile*s vanto chela luce apporta, n’ha fatto studiare!; con diligenza le riflessioni e le rifrazioni. Sin ' sono spiate attentamente le strade e le variàzio-ni più dilicate ; e si son trovate tanto ne* river-ellllr beri, quanto nelle deviazioni, alcune regole:t '. cosi costanti, che quindi è nata una scienzaf,” certissima, ed un* arte feconda di mille utili ef-'' ^ setti. A questo studio noi siam tenuti della fab-°p brica e della grossezza o figurasi de’specchi,uti ’ come delle gemme, o de* vetri a faccette , -apunta di diamante, cavi, 0 in rilievo, de* ca.!l -“ nocchiali per riflessione , o per rifrazione, ed’!e[ * una stupenda moltitudine d’ istromenti como-ì^, di ed utili per le oflèrvazioni astronomiche eperajutare la vistai La cognizione dell’ optica,F : non meno alletta ed incanta per la nettezza de’
; suoi principi, che per l’eccellenza de’suoi ef-:: P setti,ed io nutro un gran desideriodi raccogli er-he le più belle parti, e di darvene quando chesia una piena contezza. Ma l’ordine de’nostritrattenimenti ora ci sforza a contentarci del-le due regole invariabilmente seguite dalla lu-â ce, le quali sono il fondamento di quanto se nepuò dire di più curioso, e delle quali ci può:iiir informare la semplice relazione de’nostri oc-he chi. L’una riguarda ? la riflessione , l’altra labit 1 rifrazione. Tutte edue suppongono, che voiiiiE concepiate una linea, la qual cada a piom-ho fu la fuperfizie del nuovo mezzo dov’ì!jî : entra la luce.
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