Trattenimento Vili. ioj
tutteconcavità, o fosse che si riempiono d’st-ria. La luce che quivi è abbassata, passandodal vetro nell’aria de’predetti solchi, gittasisu gli orli delle cavità donde 1 ella è riflettutaversoi nostri occhi; ed allora ella ci mostralasuperfizie da cui rimbalza abbondantemente ,ma non lascia apparir diafano il vetro, nècìmostra quel che sta al di là. Che se riempiansid’acqua o d’olio le strie del ve tro acciaccato,od i pori della carta, la luce passando dalle la-mine de’ cenci , o da quelle del vetro nell’acqua eh’empie le cavità, (iva accostando al-la perpendicolare, segue una strada quali uni-forme in coteste lamine e nel liquore, eviendeviata assai meno , di quel che farebbe se tro-vasse le predette cavità piene d’ aria . Nondebbon dunque arrivare più raggi (ino agli oc-chi nostri.
Voi vedete, Signore, da tutti questi esem-pi, che ogni corpo è naturalmente trasparente :e che cessa di apparirlo nei momento in cui laluce vi si disperde e vi si altera ; o per l’irrego-larità de’pori, o perla varietà delle parti, esopra tutto de'fluidi, che diversamente la pie-gano . Lo che è talmente vero, che sei più«pachi corpi, come il legno o il marmo, (ìenridotti a tenuiflitne lamelle, allora la luce nonavendo ivi perduta ancora tutta la sua primadirezione, vi si lascia vedere , e così diventa-no alcun poco trasparenti. Voi potete ciò os-servare in una tavoletta di legno assai sottile,presentandola al solo buco d’una finestrina,perove il chiaro possa entrare nella vostra stanza.E lo potete eziandio vedere nelle lamine ditalco, nell’allume, nell’alabastro, e in molte
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