Band 
Tomo settimo.
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i 6 i II Luogo del Fuoco.

con elevar lacqua ; che fa desiderare ali uomo liil godimento del Sole, il quale per mezzo ap- ihpunto del calore fa lor sicuri non solamente di siibei giorni, ma della respirazione e della vita. ptOgnun di noi senza sillogismi e senza ricerche, psente lordine occulto che ha il calore del Solealla nostra vita. Le nostre abitazioni tanto so- éno appo noi in pregio , quanto più godono dell' };aspetto di quess Astro benigno ; e quelle che mda lui ricevono guardi stravolti, da noi si riget- jitano, o non vi si bazzica con sicurezza. Che esise ne sono affatto prive, sogliamo paragonarle :olasepolcri; e perché il Sole riscalda quantei tarischiara , però lo chiamiamo 1 anima della tanatura. i

Ma non ci formiamo di esso unidea più van-taggiosa, di quel che la verità permetta , e ;;;nguardiamoci dal cadere nel lerrore de' popoli e ::tcde Filosofi, che lhanno onorato come il padre aodel fuoco e della luce. Nella maggior lonta-nan za del Sole, e nella più nera notte, abbia-mo ancora Fuso del fuoco al nostro comando, impiPuò dunque estèrvi almeno una sorte di fuoco, acui non sempre riceviamo da lui, nelmomen- aito in cui ce ne serviamo; e sarà forse del fuoco fjo del calore, che alla presenza del Sole provia- soacmo, come della luce. Abbiamo osservato che «ela luce non è un effluvio della sostanza del So- a®le; chella è stata avanti di lui, e fuori di lui; te,chella è realmente attorno di noi anche la not- i, 'te, in cui ce la rende sensibile una piccioli®- .uhma scintilla di fuoco, non men di quello che chlo sia quando il Sole la spigne violentemente «acontro di noi. Laonde quandanche la luce saustessa fosse un vero fuoco, il Soie che ver noi toni

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