Band 
Tomo settimo.
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T R A T T B N . ME N T O XII. âzj

t quando egli è disfipato,trovasi il legno pertu-giato in maniera , che la luce visassorbisce,senza che ne risalti per riflessione se non quelpochissimo che batta per render visibile la for-ma desso corpo combusto, nel che , e non in al-tro la nerezza consiste. Un uomo detto Inglese(a), celebre per essersi grandemen te applicatoa perfezionare i Miscroscopj, giudicando dellaquantità depori,che una superfizie di carbonedunonciadi diametro conteneva, dal numerodi quei che potè egli contare nella diciottesimaparte dun pollice , trovò che cotesto diametrone conteneva più di sette millioni settecentoottantamila. Qual esser debbe però il numerodepori insensibili, e quale dissipazione non sifa egli della luce dispersa in tanti meati !

Il î\iozo svapora*, osa svaporare rumiditàehegli incontra. Quand'egli ha forza bastante distrascinar seco le piccole masse daoqua, che alsuo movimento soppongono, riempie di esseiaria,e le disperde in distanze di grande lungasuperiori alla region delle nubi. Tutto linter-vallo daliaito deHatmosfera fissa terra è pienodi queste bolle dacqua. Laonde la luce, il fuo-co, laria, e lacqua , sono evidentementeT un nellaltro , esercitano tutti la loro azionepropria, senza impedirsi lun laltro, e adope-rano concerto per utile della terra.

Il fuoco dissecca, e indurisce i corpi, dequalifa svaporare P umidità. Ma questa operazionenon si compie da lui, se non coll ajuto dellaria.Perciò il vento gagliardo asciuga ed abbruciain certa maniera al par del fuoco ; perché im-portando dell'acqua pel suo cammino, fasi,che si rappiglino, e Lussurinole parti delle so-7 cm. FII. P per-

sa) Ho-oke nel-la suaMicro-grafìa.