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Tomo nono.
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Trattenimento III. 27

rii azioni deliuomo sono senza numero , perchétal la sua prudenza e le sue operazioni dovevanosoli estenderli a tutto,

à Se iuomD sattenesse alia terra, come i qua-fui drupedi, non men per li piedi che per le brac-ai eia, perderebbe tosto la molcipicità delie lueazioni : cesserebbe di poter governare ,e la sa-ncii colta riabbellir la terra con diversi stimo opere,

sali non gli vien prestata che dall agilità cui poflie-M de per la situazione eretta del suo corpo , e perstili la libertà delle sue mani.iscdt Ma in luogo dabbassarlo, facendolo andarfilili. carponi cogli animai terrestri, solleviamolo alirj Cielo, e domini sin di sopra tutto . Suppo-ni niamo che le sue braccia sieno coperte affattomia dun lungo e solco ordine di penne : eccole con-M. vertice in due ali. Egli comincia a distenderle ;

già spicca un volo ; fendeiaria, e varapida-rte, mente a visitar l'altre parti della sua abitazio-ne ne. Vediam se gli sta meglio il moto e 1uso di,h' ducali, che quello di due braccia.. Se questeilji]. si mutassero in quelle, sarebbe maggiore il gua-

imi dagno olà perdita? Addio il dominio dell'uo-M mo in quel caso. Le sue braccia e Ip sue pennelui sono un mero strumento di trasparso ; egli nonrr( . le stenderà più, se non se per volarè : ma eccojfj, subito perduti i suoi più belli vantaggi. Se la-lili sciail cielo per poggiar a terra, comincia dall*)tr |. abbassar le sue penne, e a fine di preservarledal fango, le attacca sopra i suoi fianchi. Ec-ijjn colo dunque reso affatto storpio, ed inutile aJOi tutto. Rendetegli le sue braccia, eglirende-M , te a un tratto tutti i suoi talenti e tutte le sue

M ricchezze. Il suo campo si lavorerà; la sua vi-

,] e gira si caglierà ; le sue fqpeste gli daran legna,

e si