4L La Signoria deh.’Uomo } !
Intorno al fuso il filo dalla sinistra formato. - e qitutte e due ricominciano le loro funzioniam eternamente: tale è la semplicità dell’opera- nrione. jl
Potrebbefi qui lodare 1*aggiustatezza, con $
cui dalli a cotesto filo una grossezza sempre e- tfAnale. Potrebbefi chiedere con legittima sor-presa, come mai le dita d’un’Indiana sien ca-paci di sentire e regolare uniformemente un | f;tenue filo, che l’occhio stenta a discernere . tu
Tuttavolta non ci fermiamo più a lungo sopra ! =un lavoro , eh’ esige si poco sforzo. Non ve- ydesi in apparenza, che ne possa ridondare molt’ *onore ali’umana industria, nè profitto ali’u- aman genere. î
Ma la stessa semplicità, ed agevolezza di kquesto lavoro son quelle che ne faranno il gran fjpmerito, se ne ricaviamo in fatti de’ grandi van- | ta,* Vedi il taggi.^Sopra di ciò abbiamo già altrove * fat- 1 farTom.VI. te delle riflessioni ; e basterà qui rammentare, iiffdello che queste fon quelle fila, o pur altre lavora- àAcri li te ecompiute col molinello grande in una ma- ( ihmanisat- n i era assai più pronta ; le quali servono, mer- àture di cèdei loro adunamento, a formare tutte le te- ettana e sture immaginabili ^principiandodalla corda, 1 redi barn- e dalla rozza cinghia , sino alla sottilissima infcagia. Cambrada , che distesa sopra la mano non la- tal
scia apparir che la man sola. Quest’è dunque «
il lavoro, che ci veste , e che ci guernisce di nisuppellettili le piò dilicate . Da esso noi prò- j rocacciamo la funicella, che si stira es’induratra le due punte d’un arco, e che vibra uno : instrale micida nel corpo del fagiano , o della ' 1;pernice. Il lavoro medesimo prepara de’lega- iomi a tutti gli animali terrestri , e raccozza j;