Trattenimento HI . 4;
quelle fila, mercé delle quali 1’ uomo coman-da sin al fondo dell’acque . Al medesimo lavo-ro egli è debitore dello scandaglio, che dirigeil suo corso sopra un elemento, su cui mai nonretta il vestigio del viaggiatore che ha precedu-to; e della vela, che lo spigne in tracciasti e-sotiche merci, nessuno e iteli' altro emisfero.Abbiam dunque ragione di dire, che l’arte difilare mette l’uomo in possesso del suo domi-nio: estri più tenue de’suoi lavori reca in pie-na luce questa verità , che l’uomo è nato pergovernare , poiché ha ricevuto braccia e dita ;quand’ anche non le impiegaste che in fare unatela.
Noi ammiriamo, e colmiam di lodi certedita maestre le quali mostrano Ja loro agilitàsopra un liuto, o sopra un cembalo. Maledi-rà , che da noi si sprezzano, perché non sanfar altro che filare, meritano più tosto il nostrorispetto, e la nostra gratitudine. Che sarebbedi noi, se alle donne , abbandonata l'arte difilare e di cucire, venisse in talento d’acqui-star lode e fama con meditazioni filosofiche,e con invenzioni di sistemi, 0 di passarla lo-ro vita a strepitare e contendere , come fannoi metafisici mormoratori ? Strano esercizio dicostoro! Né le querele temerarie, onde ^mor-morano contro la Provvidenza, né le attrazio-ni, né le monadi, né i vortici ,ond ? amano dirompersi il capo, ci hanno mai procacciato ilgodimento d’ una sola oncia di terreno, dianziinutile . Tutt’ali’opposto, un comunissimolavoro, è il primo sostegno di tutte le nostreintraprese, e giustifica sensibilmente la promes-si che Dio ha fatta ali’pomo nella Scrittura,
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