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Tomo nono.
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Trattenimento III. 45

vece di dire ali* uomo , come fa la Scrittura,che Dio gli ha sottomessogli armenti, gli uc-celli , i pesci, e tutte lericchezze della terra,non sarebb’egli molto più savio partito, umi-liarlo, col rimproverargli i suoi latrocini, el’odi osa libertà , di’ ei si prende di disporre ditutto, da un polo sino ali’ altro ?•

Una filosofracattiva e fallace non può fare senon cattive prediche : e percliècade in animoalla Filosofia jji darlezion ali uomo, a rincon-tro della Scrittura, e senza badare ali’ esperien-za ; ma secondo i principi opposti ed a questa eda q nella ?

Oliando si vuole umiliarl’uomo ^non si deeciò fare,accusandolo salsamente.!! dominiochese gli rimprovera non è un delitto. La possessio-ne e il diritto eh’egli ha di recar tutto ad usosuo , rione una tirannia ; ma piuttosto si operasensibile del Creatore ; e torgli quello che Diogli dà,per metterlo al pari ed in ischiera col piìtvile animale, non è una lezion di modestia, maè un degradamento, un avvilimento ingiusto.

Coloro che hanno fatti de’lamenrî o delle sa-tire sopra la libertà che l'uom si prende, di pre-valersi di quanto la terra produce,non sapeano,od hanno finto di non sapere,che ciò che è al ser-vigio deiruomo,è santificato costà sua preghie-ra,e colla moderazione dell’aso ch’egli ne fa.Daun? parte non vedono che quell? grande consu-mazione che fa j’uomojè strettamente connessacon immense provifioni, che son per lui solo, ecol innovamento perpetuo dc’frutti della natu-ra : dall’ altra parte, e come mai non sentonoin cuor loro, senza metafisica e senza contro-versia, che il rendimento di grazie tributato

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