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Trattenimento III. 55
predicazion de’Cieli ? e dov’è che Dio non parlicosì alla moltitudine, come a ciascheduno de-gli uomini in particolare? Egli rivolge la suaparola al più malvagio, e gli dichiara il suo te-nero amore, facendo sopra lui nascere, comesopra l'uom giusto il suo Sole, e associandoloco’buoni nell’uso de'suoi doni. Grida la sa-pienza: e la sua voce è distintamente intesa nelsilenzio delle solitudini,del pari che nell’assem-,blee de’ popoli, che si comunicano scambievol-mente i suoi doni e le sue lezioni. Ella è intesasopra le montagne, da lei per uso nostro coper-te di utili boschi ; e nelle pianure , dov’ ella ri-nova ogni anno la raccolta che ci arricchisce.
Eli'è intesa su Tacque dove ci apre un sentiero,e nelle viscere della terra dove ci prepara la pie-tra, i metalli, e tutte le materie atte od a co-prirci od a corredarci. L’ uomo è dunque T im-magine , e la sola immagine di Dio sopra la ter-ra, poiché egli è il solo, che ivi di tutto giudi-chi , e che possa esprimere i suoi giudizi.
Ecco un altro tratto, da cui spicca Teccellen- u can toza della parola. Nella quiete della notte, chemi ajuta a paragonare Tuniversalità della paro-la umana con T universalità del linguaggio diDio, vengono de’ suoni dolci e soavi a colpir lamia orecchia. Odo de’ Solitari, che in pienocoro s’uniscono, in vicinanza al mio domici-lio. Appena il segnale che li raduna è cessato,una voce sonora e ben distinguibile indirizzaloro queste parole: “ Venite, cantiamo con san-,, ta Esultazione alla gloria del Signore. Man-„ diamo grida ^allegrezza verso Dio, versoi’
,, Autore dì tutti i beni,, . Il coro risponde aTtm. IX. E quest’