Šé La Signoria oelì’Uomo
^quesl’ invito; la voce ricomincia , ed io gliodo alternare il loro canto.
Qui fi presentano due nuovi vantaggi, tuttie due capaci dimettere ancor più in chiaro ilmerito della voce umana ; l’unodi poter parla-re allo stesso Iddio; l’altro di aggiungeteladolcezza del canto ali’ utilità del sentimento.
Pare che sarebbe tempo di far vedere qualparte abbia il corpo, mercé della parola e dell'union di più voci, nell’ adorazione che l’uomodeve a Dio , per se stesso ed in nome di tutte lecreature. Egli parla a Dio come un amico par-la al suo amico/ non v' è divario di confiden-za , di effusione : e tant' è lungi che Dio s'of-fenda d’ una tale familiarità, che egli è al con-trario offeso del nostro silenzio. Ma è megliolasciare perora l'^ampio argomento della Reli-gione , che distaccarne una parte, senza trat-tare il restoNon consideriamo adunque altropiù nella voce umana che quell’ammirabilepieghevolezza, che dopo d’aver somministra-to l'espressione di tutti i nostri bisogni, ci esi-bisce in oltre un canto capace di raddolcire?lanostra fatica, e servirci di trattenimento nellasolitudine.
Non v’è cosa,dove l'uomo-non accoppii insòsolo gli avantaggi,separatamente donati ad unao ad un’altra spezie d’animali. E’li possiedetutti, e ne gode mercé la riunione in un gradomolto supcrioreiGli uccelli volano; ma l’uomonaviga, e quest’è molto più che volare. Tuttigli animali si trasportano da un luogo ad un al-tro; l’uomo solo gode del privilegio di farsitrasportare. Molte specie cantano ; ma il loro
canto