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Tomo nono.
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TRAYTEN I ME NTO IV. 75

sto operar della sua ragione è dovuto ali’uso,eh’ ella fa degli avvisi de' suoi sentì . Confesso,che troveran!! fra gli animali alcune sensazionid'una finezza superiore a quello che noi pro-viamo. Ma gli animali non sono eccellenti aparagon suo, fuorché in un punto, eh’ è la lo-ro particolar dote e porzione. L’ eccellenzadell’ odorato è per il cane da ferma, il quale sicaccia fra i sterpi e nel!' oscurità delie bosca-glie. - e la vista penetrante è data al levriere,che in un’aperta campagna ne dee far uso in pròdel cacciatore. Laddove l’uomo, mercé l’u-nione de’ suoi sensi può essere informato diquello che a lui giova, non in un sol luogo,ma sopra tutta la terra , e di quello che Dio hafatto in favor suo ne’ secoli precedenti.

Tra due sorte di paglia 0 di avena, che ali*occhio e ali’odorato pareranno forse a noi c-gualmente sane, distinguerà il cavallo benissi-mo la migliore , e rigetterà costantementequella che è vecchia , 0 guasta. La dilicatezzadi questa cognizione è relativa al di lui interes-se ; ma il suo sapere non oltrepafla questa misu-ra: egli non conosce né qual campo abbia pro-dotta quell’avena, né qual prato somministri ilmiglior fieno; e non ha senso veruno per qua-lunque altra cosa, che al suo stato od al suomodo di vivere non riferiscasi . Non lo soleti-ca né 1 ’ odore de' cibi esquisiti, né la vista dell’oro, o de ? profumi dell’Arabia . L' uomo alcontrario prova tutto, e dà a tutto un nome.Distingue bene spesin in una lieve occhiata,quello che proviene da una Provincia , da’pro-ciotti di un’altra: e voi troverete nel Droghie-re di M. Hansloane, od in quello di M. Pon-