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Tomo nono.
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127
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Trattenimento XI. 127

àì Te un oggetto per un altro, e passare di ricercano in ricerca, o di progetto in progetto , e da unaIrà prova in un’altra . Possiamo parimente, oallaM vista, o al saggio d’un bene, che presentasi ,«ili sentirne 0 ^assoluta necessita , olà mera utili-ila tà , o l’eslrema insufficienza ; andarvi incon-tro, 0 starcene cheti, in riguardo ad esso.Quest’IÌD5 è quel potere delezione, che noi chiamiamoiti libero arbitrio, osemplicemente libertà,ftiis Quantunque un tal potere sia pisi o meno in-e» cimato verso certi beni, che verso altri, dallaitti forza delTattrâttiva presente, 0 dall’affezionete contratta cogli abiti inveterati, oda una ititi-liti ma persuasione d*aver trovata la vera sorgente'te della nostra felicità ; in niuno di questi casi lamp libertà nostra trovasi immutabile, odistoma.ÎB| Ella non è mainò trascinata a forza dalla ne-:a fc cessi tà , né violentata da un impulso afflittivo.{ e S Pingui tutte le facoltà che noi osterviamoji’i neìl’uomo,perfezionano in lui l’immagine dell'te Onnipotente. Questa libertà sopra tutto con-tin tradislingue la di lui signoria universale; poi-’jjjK che siccome il sovrano Signore Iddio sa libera-mente ndl’Umverso tuttociòch’egli vuole, ei(|j) comanda da padrone in tutta la natura, così 1', { jj Uomo non solamente è libero e padron d’ope-te rare 0 di non Operare, ma di disporre eziandio

\0 degli animai, delle piante, dei fossili,e di tur-jw to quello che cade sott' a’suoi sensi nel sog-te giorno da lui abitato,jjj,,. _ Ma oh quanto è da temere, che lai doni loriempiano d’orgog] io ; eh' egli s'ubbriachi,pe rte dir cosi, nella propria sua eccellenza, e chete men badi a dar gloria a colui che di beni lo0 colma, chea fare per tutto la volontà propria,