î4o La Logida Usuale
mostrarci qualche verità senza nubi, senza ve-li , senza relazion col sensibile, e senza mesco-lanza corporea. Ma non l’ha fatto. Chi ose-rà dire a! suo Fattore : " Perchènon mi ave*„ te voi collocato di botto nella sfera delle in-,, telligenze celesti? Alluogando il mio spiri-„ to in questo mondo materiale , avete forse,, voluto avvilirlo, e gittarlo in una massa di,, fango? „ Lasciamo quest’indegni mormo-ratori , disonorar la ragion loro con tai bestem-mie, molto più degne di riso, che altrui pe-ricolose .■
Non senza mire grandi ha Dio voluto affi-gere agli oggetti materiali i nostri spiriti colmezzo di varj legami. Ha voluto efficacemen-te , che noi fossimo parte di questa società pas-seggiera, per somministrare materia al nostrolavoro, e l’esercizio alla nostra virtù,nel tem-po che aspettiamo un’altra società, della qua-le attualmente ci dà la speranza, ed un antici-pato sapore . In tutte lfe spezie d’ajuti, onde labenefica sua Sapienza s’è degnata onorare e sol-levare l’uorho storne sono i nostri sensi, 1 a ra-gione, la coscienza, la speranza d’uno statomigliore, ed il dono inestimabile della rivela-zione; fi trova Dio invariabilmente fedele alsuo disegno, ch’era di eollegar gli uomini, édi far si che non uscissero da questa società, coirendergliela necessaria, o pel sollievo de’lorbisogni, operl’acquistodelle verità usuali, oper la cognizione delle verità salutari.
Fa lor provare nel fondo della lor ragionepura, alcuni lampi di verità, che veggon sol-tanto imperfettamente, ed alcuni desideri diperfezione, che li rendono attivi. Ma ss vo-
gion