144 La Logica Usuale
consonanza tra la massa di quel grande edifi-cio, eia strettezza della piramide che lo ter-mina: tra quella magnifica base, eia sotti!aguglia, che essa base sostiene. Tali fono leidee, che li colpiscono, e li riuniscono tutti adirne la stessa cosa .Cotesto campanile non puòattualmente nulla sopra di estì;v’è dunque unacagione che imprime uniformemente sopra diloro tutti, sensazioni regolari e costanti , perle quali parlano tutti ali’ istesso modo. Chia-mili questa cagione > Dio, oppur le fi dia un al-tro nome;ella però è,ella opera possentementee regolarmente .• ella si comunica a cotesto mil-Itone d’anime : ella sola n’é il vero legame.
Tutte coteste persone adunque, in così ster-minato numero, sentono egualmente la loropropria percezione, il loro proprio corpo, glialtri corpi vicini e la cagione uniforme cheopera,anche nol volendo essi, queste percezio- jni, alla presenza di tutte coteste masse inani-mate e senza azione. i
Quei che sono privi degli organi di qualche [senso, per esempio della vista, non hanno al-cuna idea di quello che ha dianzi colpiti glialtri in cotesta pianura. E però quantunque vi-sta un principio comune di queste impressioniuniversali, ei non le comunica per ordinario,se non per mezzo degli organi de’semfi. Dondesegue, che le nostre cognizioni crescono esce- 'mano i nostri sensi.
z. Una terza impressione universale è la co-gnizione che ha l’uomo dell’ingiuslizia , chea ilui ti farebbe nel torgli o la vita, o i mezzidi conservarla, o il godimento di quello eh’egli ha colla sua industria acquistato. Se egli I
foste