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Tomo nono.
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146 La Logica Usoaie

colori, chealtri conoscono. Quindi abbenchèi nostri senti non producano colori, veri-, Dio vuole che i nostri sentì servano a farciscorgere e queste e quelli. I nostri sensi nonhanno in se stesti il discernimento della verità:ma rivolgono la ragione verso la verità usuale,che si riferisce a ciò che in noi fa colpo . Dìo ciha fatti così" quetl è sordine. Resta sol, chenon'declini da estri, e che non c inabissiamonello studio dell origine delle nostre idee , stu-dio , che supera la nostra capacità.

4 '. Oltre la stima che dobbiam fare de'rap-porti separati e singolari, che riceviam da ca-dauno de'nostri sensi, non ci postiam dispen-sare dall'oflervar con ammirazione, come s'njutano vicendevolmente , e sadoperano tut-ti per la lor parte, affin di condurci alle veri- , che ci fon proficue e necessarie.

Luomo ha sovente bisogno di sapere più diquello che attualmente ei saper può cosuoi oc-chi . Egli vorrebbe estere informato di quel chetifa, fuor della sfera della sua vist a, o che ti èfatto in tempi rimoti. Talvolta gli moltabriga il discernimento del giusto e deliingiu-sto , a proporzione che i casi son complicati,e che)applicazione deprincipj semplici è dif-ficile ed oscura. Egli vede quasi in enimma, edesidera una vita , netlaquale il vizio e la vir- provino altra fortuna , che quella, a cui sisoggiace nella vita presente. Dio ha prevedu-to a tutte le umane perplessità : quello che laragione non insegna al!' uomo , laiutano i suoisensi ad informarsene. Quello che uno desen-si noninsegna , eilotcuoprecoil ajutodi unaltro. Bene spesso eziandio più senti concor-rono ,