Trattenimento XII. tqf
sono, con diversi rapporti, a meglio convin-cerlo . Nè la sua ragione, nè gli occhi, gli mo-strano quello che altrove si fa, o che in altripassati tempi s’è fatto : la sua orecchia viene inajuto, loinstruisce d’ogni cosa, col mezzo dinarrative, di attestazioni, d’ambasciate. Espesso ancor gli dicono la medesima cosa, gliocchi, le orecchie, e le mani.
V uomo è perciò debitore , non alla sua ra-gione ma ai suoi sensi,e sopra tutto al ministerodell’udito, della cognizione delie cose , chel’interessano appresso lo straniere , e della co-gnizione della storia. Finalmente sorecchiaè sorgano principale, per mezzo di cui Dios instruisce della moral rivelata, e di tutte leverità, che lo determinano, e lo sol vano. Gliocchi, ed i monumenti possono senza dubbioconcorrere a corroborarle relazioni dell'udi-to ma siccome col mezzodì una deputazio-ne venghiarno informati dell’alleanza , chepiace ad un principe straniero di trattare connoi; così imparato abbiamo quello ches’hada credere, e che s’ha da fare perla salute , colmezzo d’una imbasciata sensibile ed immorta-le , che ci è stata indirizzata per rivelarci quel-lo che non era nella nostra ragione .
La nostra sapienza e la nostra vera logicanon è, di prendere perguida e per regola unaragione, die ognuno sa non far niente persestessa che basti; ma di determinare i di vaga-menti , e le dubbiezze della nostra debol ra-gione mercé la semplicità e la certezza de’mezzi sensibili, che Dio ci badati per fortifi-carla , ed informarla d’ogni necessaria verità.Richiamiamoli qua in i scorcio,
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