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la scelta della strada che abbiam da tenere nellaricerca della verità.
La prima parte della Logica usuale farà dun-que per li dotti, egualmente che per gl' igno-ranti , conoscere e confessare, quanto sia de-bole la nostra ragione, quand' ella non è aiuta-ta ; ed uniformarsi ai mezzi sperimentati j cheabbiam ricevuto, per supplire a tal debolezza»Ma questi mezzi si Han da trafficare e render u*tili: e l’altra parte della Logica versa necessa-riamente sopra là maniera d’impiegare queiché ci è nòto pér atri vare ali' ignoto. La primàparte confonde indistintamente tutti gli uomi-ni : La loro ragione è egualmente tenebrosa ;tnà il buon impiego de’ mezzi sensibili eh’ éllaha ricevuti per instruirsi e per ^perfezionarsi»questo è quello che discerne il buon raziocina--tore, dall’uom volgare : e trovasi in questaLogica che il dotto più presonttìóso, è il menoâtto a diventare Un vero Filosofo » poiché lapersuasione di trovar nella propria Ragione jquel che Dio vuole che sia cercato altrove, èlina qualità che dispone prossimamente a nondar mai nel segno .
Le percezioni ché abbiamo dèlie cose é delleloro qualità , quello che sperimentiamo perSmezzo de' sérisi , quello che ne resta nella no-stra Immaginažione, o nella nostra memoria :in fómmà tutti gli oggetti de’ nostri pensieri jsi chiamano idee'.
Queste idee accozzate insieme sono come ri-tratti di quésto che é in noi, e sdori di noi.Elleno fonò vere e Bene òrdiriace quando ap-puntino corrispondono alle cose da lor rappre-sentate, 0 quando hanno tra loro queîi’ordine $K z e quel-
Is.'PAR*TE ìL’uso de’mezzisensibili!e steser;ciziodeidiscor-so .