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Tomo nono.
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r;s La Logica Usu. sii

un prezzo moderato e uniforme il loro formen=to, ed i loro datteri ne 5 granai d’una Compa-gnia , che ne farà per Fri vilegio la vendita ; ec-co le idee medie „ che vengono in nostra sussi-dio.

Si toglie cosi ogni speranza di fortuna allanostra gente di campagna : si estingue ogni in-dustria ed ogni emulazione. Si fa difficile a’nostri Fattori pagare il valore delle terre con-segnate ed appigionate, negli anni delle tenuiraccolte . I lavoratori de’ campi s S indeboli-scono , e di qua nasce pur la rovina degli arti-giani e degli operai, ai quali gii agricoltori dartda vivere.

Se la Compagnia che fa la vendita, è ànch’essa legata a un prezzo tenue, ed invariabile ,questo commercio è per tutti quasi senza in-centivo , e senza attività. II tormento, chefi conserva facilmente nelle mani de’paf tieoia-ri, si riscalda e si guasta bene spesso ne’granaipubblici: e quest'è un’occasione per li privi-legiati di rincarire il prezzò, ottenendone lapubblica facoltà. Vien egli concesso alla Com-pagnia d'alzare il prezzo delle derrate necessa-rie > Eli’ ha sempre de’ pretesti speciosi , di pro-lungare il tempo della tassa , e rovina il popo-lo, in vece d* ajutarlo .

L’esperienza viene quia puntellare il discor-so. Qual paese è più mal popolato, opiùpo-Vetó , di quello , Ove le biade si depositano esi tassan»? I campagnuoli, spogliati di quellacosa quasi unica con la quale possono arricchir-;fi, non fatino oramai veruna spesa. Ora , do-ve il villano non spende niente, bisogna pernecessità che le Cittadi langaiscanò, pirchd

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