' i 6 o La Logica UsuaiE
nostri campi, uè la fabbrica de nostri Drappi,e facevamo le nostre provilionì di vino, di (la-gno e di lana con una facilità infinita, si per lamediocrità del prezzo di queste merci, comeper il compucoe stima vantaggiosa che ce neveniva fatta nella Laconia , e per lo guadagnodella vendita che del sopra più facevasi lungo leCoste della Grecia . Ma i nostri Mercanti vo*lendo tutti aver parte nel commercio di questemercanzie straniere, ebbero l’imprudenzad'incaniste, per spiantarli tra loro , e avendofatte deste perdite, dalle quali non hanno po-tuto risorgere,! ti vollero nella loro rovina buonnumero de’nostri Concittadini, che avean lo-ro prestaci de’proprj Capi tali. I nostri prove-dimenti di Laconia, ci diventarono onerosi,per l’ufo in cui a cagion nostra s’era lo stranie-ro abituato di venderceli cari. Sicheo, Anno-ne, e Aderbale, mercanti ricchi d’litica, lipresentarono allora al Senato di Cartagine,perottenerne il privilegio esclusivo del commer-cio d’ Albione e dell'Isole fortunate , acondi-zion di mettere la tal porzione di guadagnonella casta pubblica, e di lasciare il commerciodella Betica intieramente libero come prima.Dopo quel tempo gli abitanti dell’ Ilo e Fortu-nate ed’Albione non vedendo più comparire,se non i medesimi mercanti, egualmente deter-minati a non passare unta) prezzo nelle lorocono pere, hanno molto diminuita la misura delprezzo, a cui facean le vendite precedenti.
L’introduzione e l’aspoi tazione di merci handi bel nuovo apportati grandi vantaggi. I no-stri particolari non fi rovinano pisi, a forza dinegozj tropp’arditi,o male concertati ,o supe-riori