z 6 ì La Lògica Usuale
Per meglio conoscere i! procedere della nien-te , quand’ella discorre, prendiamo un altro c-sempio in due difficoltà -, che vengon fatte con-tro la Compagnia d’Utica ; una, ch’ella nuoceallo Stato,perché in luogo delle nostre merci d’•Africa-, porta sol del dinaro neH’Isole; l’altrache dopo lo stabilimento della Compagnia d’litica per il commercio forastiero, il commer-cio interno non va di miglior passo, e più tostomanca e illanguidisce più che mai.
Per dilucidare questa doppia difficoltà non habisogno la mente, né di categorie, nè di rego-le di Sillogismo, nè di discussione d’idee com-plesse , od incotnplesse, o di proposizioni mo-dali , particolari, ed universali. Basta cerca-re nell’esperienza qualche cosa che sia più no-ta di quel che si oppone , ma che gli abbia rela-zione , per sciogliere il nodo della difficoltà ,
1. E’noto interamente, che il trasporto deldinaro non è pregiudiziale allo Stato, quandola moneta che n’esce per un assar di commer-cio, vi rientra con accrescimento, e con cer-tezza. La nostra Compagnia porta, è vero ,molto dinaro nell’Isole Fortunate, e in Albio-ne : Ma tuttoquello che noi vi comperiamo ,lo rivendiamo infallibilmente e con guadagno,o in Grecia, o a Tiro, o altrove . La compa-gnia riporta dunque più dinaro di quel che ,netrasporta, ed ecco svanita ladifficoltà.
2. Quella ch’è presa dallo sccmamento delcommercio interno, è ancor più vana e insussi-stente . Quando i fanciulli ricevonqualche col-po od offesa, scaricano lo sdegno loro sopra tut-to quello che trovano vicino . I nostri mercan-ti fanno a un dipresso la medesima cosa. Vedo-no