172 La Logica Usuale
fimo senso: altrimenti elleno cessarcbbono d’essere una misura comune » E* dunque necessa-rio fissar bene il senso dell* idea di mezzo, le-varne l’equivoco, o toglierne l’oscurità, se ven’è. A questo si giugneppr mezzo d’una defi-nizione precisa, e che stabilisce chiaramentel’uso determini. Per difetto di tale chiarezza, .e di retta definizione dell’usod’ogni termine ,illudeva e ingannava con le stesso anche gli al-tri l’Arcivescovo Remense Ebbone, quando )diceva: Colui che è tolto via dalla società, ne •ha perduti i vantaggi : egli perde i suoi beni , ii suoi vassalli, la sua Corona , e tutti i suoidiritti. Ora Lodovico il mansueto è tolto via !e separato dalla .Società: non ha egli dunque tpiù diritto a cosa veruna- ,
La Soci età di cui si parla in prima, è gene- <jrale : quella di cui fi parla da poi, è ristretta jalla comunione ecclesiastica. Queste due So- tcietà non sono dunque una stessa misura : e i
Lodovico il mansueto, separato o ben 0 male j
dalla Comunione, non è separato per questo jdalla Società . !
Comunissimamente l’ideàdi mezzo preseti- 1
tasi a modo di condizione ; sì che la certezza jdell'oggetto principale dipende allora dallacertezza d’un altro oggetto, cui bisogna e sa- -,minare, e di cui conviene accertarsiiper esem- ,pio, se v’è una giustizia che ricompensi la ,virtù, ciò non è nella vita presente, ma inun’altra vita : ora vi è una giustizia che ri-compensala virtù: dunque vi farà un’altravita.
Qui l’idea principale, che ci' occupa , è 1’esistenza di un’altra vita. Ella non fi vede,
stu-