282 La Scienza Usuale
Per una conseguenza dello stesso principio,se voi osservare la rivoluzione diurna del Soleattorno d’una verga diserro, posta parallela-mente ali’asse della terra, questa verga si con-fonde colmasse. Ella può prendere il nome d’aste terrestre: e la rivoluzione detl’ombra delvostro asse corrisponderà fedelmente alla rivo-luzione del Sole. Imperocché quantunque dalcentro e dall' asse della terra vi sieno millequattrocento leghe di distanza sino alla puntadello stilo , ed ali’ asse rappresentativo, chevoi dirizzate qui sotto del Sole , questa distan-za diventa quasi nulla: i due centri sono giàtutt’uno, i due asti sono una medesima lineanel!'allontanamento del Sole, ed il camminodelPombra, gittata dal vostro asse, èia pittu-raste! corso del Sole medesimo.
I più perspicaci Filosofi , pretendono d’esse-re pienamente convinti, per molte beilistìmeprove, de’rivolgimenti diurni ed annui dellaterra, che non essendoché un punto nell’ag-gregato degli Esteri, può'godere (dicono) dellospettacolo dell'Universo, ed averne i diversiaspetti girando ella stessa, ben lungi dal cre-dersi il centro immobile di un movimento, lacui immensità è stupenda , e la cui rapiditàsorpassa ogni credenza . Ma trasferendo allaterra le rivoluzioni che l’occhio attribuisce aicieli; questi Dotti tanto più rimangono am-mirati e rapiti al riflettere su la: condiscenden-za di Dio verso l’Uomo, in favore di cui le ap-parenze sono state regolate, come se tutto simovesse e andaste per lui solo. E realissima-mente 1’uomo si trova essere sui suo globo ilcentro di tutto quello che in esso globo succe-de. Noi