TrATÎÉN I MENTO XIII. 265
an angolo ali’ altro, per avere il giusto mezzo LA GN0 *neH’intersezioneChdaija intersezione delle dia. r/? NI *gonsli segnate sul piede C,all’intersezione del-le diagonali tirate parimenti sotto la base, fifaun foro esattamente perpendicolare, é propor-zionato â un piccolo noccioloo piuolo diser-ro, attorno di cui l’istrumento girerà senza[moversi irregolarmente di sito. Sopra la baseC s 5 alzana due stanti di due piedi d'altezza oincirca, e distanti l'uno dail’ altro più di mez-zo piede.
Sul primo stante è un piombino col suo ca-taletto, ed il suo piccol ricettacolo.
Su questo primo stante , sul secondo, esulabase per di dentro e per di fuori, regna da ogniparte la linea di fede , che tieneil giusto mez-zo di ciascun pezzo . Versoi’estremità dellabase su la linea di fede è Un secondo foro D,con un nocciolo di ferro proporzionato , e a-movibile. Serve con 1 ’ altro nocciolo C, perfermare l’istrumento in una situazione invaria-bile : fi può però fissarlo altramente.
Sul primo stante s’è dato un colpo di seganella linea di sede, per farvi un leggiero inca-stro E.
Il primo uso di questo livello è d’avere là me- up 0>tidiàna o la linea sopra la quale l’ombra d’uncorpo opposto al Sole dee cadere a mezzodì giu-sto sovra un piano orizontale, qual è il pavi-mento d'una chiesa, il suolo d’un terrenoocorniolo , od il palco preparato per disegnareun orinolo a Sole murale.
Verso il Solstizio di state, se si può, perda-le alla linea una posizione perfetta , perchéallora le altezze del Sole sono sensibilmente
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