a»,
isoli'
leni
lime*
Jlj;îlilO-)n li.sopn
'i I!
imi
jìiefii
risii
moli
li»
.'Mi
re
!»idi»'to DXI,itiili,iflB
Trattenimento XIII. 283
Quando la lamina d’ombra diventerà paral- LAG ^plela alla linea C 6 del vostro mezzo equatore,ella sarà allora parallela ali’intersezione equi-noziale O S. V ombra non può dunque incon-trarla , 0 bisogna necessariamente cercare unaltra linea perivi notar sei ore .
Poiché la fetta d’ ombra che gira attornodell’asse e del centro D trovasi a sei ore per-pendicolare al nostro circolo r ìridi ano, e pa-rallela ali’intersezione dell’ equatore, bastatirare sul centro D dove la zona oraria passarriebbe, una parallela ad O S •’ questa paralle-la farà l’intersezióne della zona oraria di seiore su l’orizonte, poiché questa zana o fettarappresentando il piano del circolo di sei oredee tagliar l’orizonte con Passe che è collocatosul mezzo di questo piano * Dunque appiè dell'asse, nel centro del quadrante, nel concórsodi tutte le ore, e ad angoli retti sopra la meri-diana convien qui delineare la linea di fetore.
Se il Sole è su i’ orizonte avanti sei ore dellamattina, o dopo sei ore della sera, per averequattro e cinque ore della mattina , basta pro-lungare dalP altro lato della linea di sei ore lelinee che indicano IV, e Vere della sera: eper avere VII ed Vili ore della sera convienprolungare al di là della linea di sei ore quelleche danno VII, ed Vili ore delia mattina.
La ragione di questo procedere è sensibilissima.
Se il Sole dopo d'aver percorso di 15 in 15gradi dodici cerchi orarj, trovasi ancora sulnostro orizonte, i nuovi cerchi ch’egli percorresono gli stessi che i precedenti presi in un versocontrario. Il piano dicadaun cerchio orario,dove il Sole arri va,è metà luminoso e metà qm-