Trattenimento XIII. 303
astronomico, fi delinea su la carta un circoloil quale abbraccia un diametro eguale ali* a per- ‘tura, che fi giudica convenevole di dare allalamìnetta. Quest’apertura nella sua lunghez-za è eguale ad un arco del meridiano di 47 gra-di per abbracciare tutte le declinazioni del So-le , ed il circolo disegnato che ha quest'aper-tura per diametro rappresenta l’ecclitticacol-le sue dodici case. Si spartisce dunque questocircolo in ir porzioni eguali : se ne unisconoi punti a due a due con linee parallele , che fan-no spazj più stretti verso i tropici, e più larghiverso gli equinozi ; come l'abbiam veduto,
Fig. 2. Si spartisce poi ciascuna delle sei divi-sioni che bastano per dodici mesi, in tre voltedieci giorni, od in sei volte cinque, per con-formare più che sia possibile Ja ; posizione delcursore alla declinazione attuale. Tutte que-ste misure sono fedelmente portate sopra i dueorli dell’apertura della lamina. Quando poi sivuole servirsi dell’anello; si mette il cursorenel giorno, e la sospensione ali’ altezza del po-lo per il dato luogo: si volge la faccia della lami-na verso il Sole, ed il punto luminoso si mostrafedelmente sul margine dell’ Equatore, all’ec-cezione de’giorni dell’equinozio, quando il So-le girando attorno dell’ Equatore di metallo ,come attorno del celeste, non può gettare senon T ombra dal margine superiore sul margineopposto. Bisogna in oltre eccettuarel’ora dimezzodì ogni giorno, perché il Sole dando allo-ra sul meridiano di metallo ne gitta Fotnbra sulmargine opposto, dov’è il segno di mezzodì-Ma si conosce che mezzodì, per la ragione stes-sa che F istrumento è allora senza irradiazione.
Ecco