Le Macchine Tratt. XIV. 15
A L’istrumento, che serve per quest’ultimo15 procedere, è la bilancia ordinaria , perchéfi ella è a braccia eguali.' l’istrumento poi a® braccia ineguali che eseguisce gli altri esser** ti precedenti, è il Romano, o sia la Bilan-® eia Romana, che pur chiamasi stadera.
^ I? esperienza ed il raziocinio hanno guf-ili* dati tali.strumenti alla perfezione , mercé'f Jâsoppressione di molti difetti, che sovverti*» vano le regole , che poc’anzi abbiam vedute,à Le parti della bilancia sono il manico, il» giogo o la spranga traversa , Lago , le ba-li' cinette. i P . Bisogna che le braccia della spran-l»k ga sieno Cattamente eguali in lunghezza edin peso , perché la mercanzia che portesi in«f* un de’bacini, dee pesare tanto quanto il pe-ti so che è nell’altro, lo che non seguirebbe sep le braccia fossero ineguali. Imperocché se unde'due bràcci contenga esempigrazia cinquettel- parti, o cinque pollici, e l’altro ne contenga'al* sol quattro, potranno parere in equilibrio sea» il braccio corto è alcun poco più grosso dell*lelt altro. La mercanzia , dhé fosse dal lato piùmi lungo, traversando un maggiore spazio, che il,ei peso del lato corto, v'opporrebbe Uno sforzorio, sufficiente per fare equilibrio, non pesando sejw* non i quattro quinti di quel che pesa la massaposta nell*altro bacino : e sopra cinque lire11- raancherebbene una, od un’ oncia sopra citi*w que , perché non fosse di peso la mercati"un zia: Imperocché siccome la distanza del pe-lo, so dal punto di sospensione sarebbe sol îesl quattro punti della lunghezza dell’ altro»;io braccio, reciprocamente la mercanzia che «
que-
Fig. 6 ,
Fig. ie.
La bi-lancia ,bilanx.Fig- 6 . efVj'.V II*