Le Macchine. Tratt. XIV. rz
Va portarne tre sul fusto o braccio lungo ,dopo il punto di sospensione, e estivi segna-re i, poi finir la divisione, ripetendo in ap-presto tutta la lunghezza del braccio corto,tante volte, quante ella potrebbe ripetersida i sino ali’estremità del fusto. La lira ceestendo posta nel punto i, che esprime trequarti della lunghezza del braccio corto ,pareva dover fare equilibrio con tre quartimesti nell’ uncino : ma perché abbisognava an-cor d’un quarto, per tenere il braccio lungoin equilibrio col corto, ne seguiva, che lamassa d’ una lira nel punto t , dimandavanell’equilibrio una stradi mercanzia ali’unci-no; due lire, arrivando alla divisione 2 ; e 20 ,arrivando lungo il fusto alla divisimi 20.
Quando per sostenere il fusto, non occorre-va metterall’uncino, se non oncie, allora sidivise il minor braccio , o la distanza dell'uncino dalla sospensione, in sedeci parti egua-li. Da questo numero si detrasser tante parti,quante n’abbisognavano oncie ali' uncino pertenere il lungo braccio in equilibrio; e si por-tò il resto , od il sopprapiù sul fusto dopo il pun-to di sospensione. Se abbisognavano tre on-cie per mettere le due braccia in equilibrio,allor si portarono tredeci parti del bracciocorto; lo che è 1’ eccedente del numero 16sopra’l numero 3; e la massa corrente essen-do di ió oncie, non potea non far equilibrionel punto 1, purché con tredici oncie messeali’uncino, se ne aggiugnestero tre per con-trabilanciare la gravezza od il peso del lun-go ramo. Doveva dunque esservi una lira dimercanzia ali’uncino, essendo ialiracorren-B 4 te