: î.e Macchine . Tratt.XIV.
Wqutl ‘contrappesi , onde possono essere le nostreo lapis braccia aiutate; mâ ancora per mutare secon-conlii: do il bisogno là direzione delle possanze, e perDelle» diminuirel’asprezzadegli sfregamenti con la(iaea; ftioBilitàde’punti.
lofpei Vediamo adesso, se la carrucola mobile dial J i® più facilità alla possanza , che la carrucola®hfcft fissa; Questa è una bilancia , la cui linea ori-eftre® zontale descrive colle sue estremità archil'ffl eguali. Ma la carrucola mobile è una leva, diè ài cui un punto estremo è riputato immobile ,ss ài e tutti gli altri descrivono fra essi degli archiModi ineguali. L' svantaggio debb’ essere per lapossanza attaccata al plinto che travalica ilmio! maggiore spazio, e trattasi di misurare questodai svantaggio°
eguale Se vi si bada un poco , si vede che und F4.■ìnolii de* capi delia corda è attaccato ad un gari-itoctî do immobile d, e la possanza tira dall’altro‘izoofi: capo \b ; di maniera che tutti i punti dellaiski cordicèlla che s’attiene al gancio immobile,dipi servono d’appoggio e di sostegno alla cârru-eddfi Cola, - e perche il peso c è [posto tra la pos-tini)® sanza bb è s appoggio aa, è necessario, perepili operare con vantaggio, chenell’equilibrio Sa.eguali possanza faccia uno sforzo minore che il pe-Iktt! io. In fatti la cordicella ad attaccata all’un-idif Ciao a sostiene una parte del peso c . Egli èr t;ti dunque fuor di dubbio che la carrucola mo*itili « bile facilita fazione della, possanza, e con un)»!tz minore sforžo élla può sostenere il medesimopeso, che ella regge colla carrucola fissa. Ma'»«>' se consideriamo, come una leva, la linea aa ìlidi bb) che taglia od uniscei punti, ove le cor-ee» C a di-