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Tomo decimo.
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50 La Scienza Usuale

il medesimo vantaggio , se una ruota è traspor-tata dal cilindro d’un’altra. Bisogna per taluopo che il cilindro sia intagliato, e che la cir-conferenza della seconda ruota pur lo sia. Im-perocché se il cilindro che 8'attiene ad una ruo-ta , e che è trapassato dal medesimo alle, sa-rà tagliato nella sua superficie, per un numerod’ale , o di denti, e la circonferenza d 5 una se-conda ruotà sarà divisa in un certo numero disimili denti, non si potrann inserire i denti del-la seconda nelli denti del cilindro della prima,senza far andare 1* una col moto dell'altra. In-serire i denti d’una ruota nelle ali d’un cilindrochiamasi urtare incastrandosi . Il rotolo o cilin-dro cosi tagliato, e contornato da un certo nu-mero di denti si chiama rocchetto, o cannon-cello. Se questo rotolo ha qualche lunghezza,e porta in luogo di denti un certo numero discannellature, in forma di bacchette termina-te da due piattelli rotondi, queste bacchettepossono , egualmente che|i denti, ricevere 1‘impulsione, e l’inserimento de’ denti d’ unaruota. Allora questo cilindro non porta più ilnome di rocchetto, ma quello di noce o di lan-terna . Moke ruote che così giocano e si movo-no, con l’ajuto d’una lanterna, o di alcunirocchetti, passan sotto il nome di gioco o ag-gregato di ruote. Il cilindro dell' ultima delleruote che a q uesto modo s’accozzano, è senzadenti z , e riceve la corda che tiene il peso 4,il quale vi si vuol fare ascendere.

Fig. 1 9, Tirate con la possanza 5 la ruota 1 il roc-

chetto di questa ruota va ascendendo dalla par-te della ruota a. Per il medesimo verso egli tra-spor-