Le Maccine. Tratt. XIV. 51
sporta i denti della ruota. Questa va dunque,e con essa il suo rocchetto discendendo conse-guentemente dalla parte opposta, cioè verso3. I denti della ruota z trasportati per la di-scesa del rocchetto 2 non possono discenderedalla parte di j senza far salire la parte contra-ria , poiché qui si dà sempre l’applicazione delprincipio dell'altaleno. Il cilindro della ruo-ta 3 dunque ascende, e la corda che vi si av-volticchia, vi conduce altresì il peso 4. Lapossanza 5 tira e discende secondo la sua dire-zione •• il peso 4 ascende tutt’aH’opposlo con-tro la sua. Con il vantaggio di questo trapor-tamento trova qui forse il motore qualche di-minuzione nell'impiego o dispendio della for-za motrice? qual è la regola di questo van-taggio?
La forza del motore sta al peso, come lospazio percorso dal peso sta agli spazj per-corsi dal motore . Se la resistenza , il peso4 percorre un braccio mentre il motore ola possanza 5 rotola giù cento braccia dal-la ruota 1 , basterà una lira in 5 per fareequilibrio, con cento lire in 4.
GÌ’Ingegneri sono padroni di moltiplicarei pezzi del gioco delie ruote, e di proporzio-nare le ali de* rocchetti ai denti delle ruote,secondo i differenti calcoli, e secondo i di-versi vantaggi, che si prefiggano. Noi qui cicontenteremo d’accozzare tre ruote, e dareai cilindri delle due prime, ed a quello del-la terza un raggio di tre pollici, alle tre ruo-te un raggio di 30 pollici, ai due rocchettisei ali, ed alle due ruote dentate sessanta den-D 2 ti.