La Macchine. Tratî. XIV.
percorrerebbe uno spazio cento volte più gran*® de che ii peso ; ma essendo che ella è applicataà alla circonferenza della ruota che è dieci voltepiù grande che quella del suo rotolo , ella per-ilii correrà uno spazio dieci volte più grande, e^ per conseguenza mille volte più grande che lospazio percorso dal peso, Ora la proporzionetl! ; mutua de’spazj percorsi, stabilisce quella eh’ètifi inversa delle potenze: dunque se la picciolaMi possanza percorre mille volte più di strada cheâ la grande ; un fanciullo con la forza d’u.na liratt o poco più , solleverà una tina o botte d’acqua* del peso di mille lire.
î)ìi L’avantaggio che si ritrae dalla combinazio-ne delle ruote, n'ha fatto fare diverse appli-follii cazioni bellissime e comodissime a’ bisognidell' uomo. Oi qua hann' origine tutte le spe-li zie di mulini, imenarrosti, gli aspi, i muss-ili!- nelli per le trafSIe, ed altre macchine senzali»» numero. Una delle più comode, e delle me-» glio pensate per li casi improvvisi è il martinel--ch lo. Nel di fuori non appar altro, che una pre-ifa sa, od un manico ripiegato in gomito, e postoit- verso la sommità d’uno de'larghi lati della cas-ali! sa; ed un capo di lamina dentata eh'esce perfé la sommità . Il detto mànico è interiormentei|iî’ attaccato al centro d’un rocchetto i di quat-iiili tradenti, i quali s’incastrano, ed entrano nei:ib denti d’una ruota 2 per farla girare. Questaitti! ruota porta un altro rotolo o cilindro di quat-tro denti. Una lamina di ferro z intagliataB con simili denti in tutta la lunghezza d’unoji de'suoi lati, e corcata sopralaruota 2 , pre-sili tentai suoi denti a quelli del rocchetto. Qu au-si I) A do
11 mas.tinello ,Fig. 20,