Le Macchine. Tratt. XIV. 71
tinuata la stessa, su J*ala opposta e quin-ci e quindi cotesta inclinazione guardi laterra : allora il vento venendo a soffiare so-pra un’ ala , la spignerà , e la disponerà apoggiar su ; ora I' una delle due non puòpoggiar su, mentre 1' ala opposta vuol sali-re anch’esta; Un’azione distrugge 1’altra :e niuna ala è trasportata . Che se delle dueali opposte e parallele all’orizonte , 1' unadiverte la sua superi!zie dall’ angolo rettoalcuni gradi, guardando la terra, e 1’ altraguardando il cielo , il vento urtando con-tro la superficie che s’inclina verso la ter-ra, la farà ascendere •• e sdrucciolando pa-rimenti contro la superfizie dell’ ala oppo-sta, eh'ei trova inclinata per verso contra-rio, la disponerà a discendere. Un’ azioneajuta 1’ altra . Se due leve cominciano ascuotere e mettere in movimento la mola,quattro disposte colle medesime avverten-ze, produrranno un effetto doppio.
Tal è il semplicissimo artifizio del movi-mento delle macine , dell’ equilibrio deliafabbrica , e del volo delle ali . In quantoalla giusta quantità delle forze e delle re-sistenze, sì de’molini da acqua , come de’molini da vento, quest’è una materia con-troversa fra gl'Ingegneri; ma quel che dijiiù studiato e sodo abbiamo sopra di ciò ,é quanto ff hanno scritto li Sigg. Mariottee Bdidor.