fa La Scienza Usuai,e.
carro . In cotesta quiete del pezzo di legnali fa la tirata della sega, la quale estendo piilarga in alto, che abbasso, è inclinata scilalunghezza del legno, lo che pure è una imi,razione ingegnosissima dell’azione de’segatoridegli affi, che riconducono la sega non allaperpendicolare, ma obliquamente^ perché le 1libre del legno si tagliano con fatica, quan- Ido il taglio è trasversale , laddove cedonoquando il taglio è obliquo ; e in quella gui-sa che i bracci de’segatori avanzano e si ri-tirano acconciamente per dare alla sega l’in-clinazione convenevole su le fibre del legno:così la verga di serro superiore e la lamie-ra o caccia cedono al moto del vette e dellaman nella , così che formano colla sega gli jangoli e le inflessioni necessarie , per farlegire e tornare ne’suoi canali o strie, 11 mo-to o gioco ricomincia nella medesima ma-,mera. I pali od assi del carro, tirati sempre !nelle loro scanalature ffgg , dalle lanternedella ruota Z continuano a guidare il pezza :di legno sotto la sega, sinattantocheunafà- jscia di ferro attaccata ali’estremità del pezzo jdi legno incontri una molla, che ritira il ca- jviglio che si avea applicato alla porticella od 1imposta, per tenerla alta , e per dar corsoali’ acqua. La porticella cade, la ruota si fer-ma , e tutta la macchina è senza moto.
In nu ora di tempo il molino da sega,puòdividere, in due una gran trave, che due sor- iti segatori stenterebbono a finir di segare inquattro e cinque volte più di tempo.
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