Le Macchine. Tratt. XIV. Si
TAVOLE XIII. e XIV.
Il molino da polvere , disegnato dalla mede-sima mano.
La polvere da schioppo è composta di salni-tro, di solfo e di carbone. Il carbone debb’es-sere di legno debole, e che muore, dopo esse-re ridotto a due o tre pollici di grossezza. Ilsalnitro è il sale , chèli cava pervia di più cot-ture , o ranni da più fatte di pietre sminuzzateed altri rottami di vecchie rovine, sopra tuttodelle cave, e generalmente delie terre che han-no soggiornato ne’ parchi di pecore, nelle stal-le, ne’colombai, ed altri luoghi, dove radu-nanti , ocon regolato corso, o per traspirazio-ne , gli scoli de’ letamai, e delle manifatture ,le orine, e tutti i sali provenuti dagli animali.Queste tre materie ridotte !u polvere separata-mente , sono poi incorporate astiente in unainasta d’un peso determinato, tre delle di cuiparti lesa il salnitro, un mezzo quarto il solfo,ed il carbone l’altro mezzo quarto . Il solfo ser-re ad accendere ogni cosa di questo misto: ilcarbone ne impedisce la pronta estinzione: ilSalnitro ne fa la forza per l’estrema dilatazio-ne, eh’egli riceve dal fuoco, e per la durezzadelle parti eh’ ei scaglia. Quello che noi possia-mo vedere nel? azione terribile della polvere,è assai poco, quantunque varie fiate , ed invarj modi tentando abbiamo imparato a farla,ed a governarla. GÌ’ ingredienti che la com-pongono sono innocenti finché stanno solitari .•e sarebbe in estremo desiderabile perla quieteTomo X. F de’