82 La Scienza Usuale
de’naviganti e di tutti coloro che hanno polve-ri in lor vicinanza , che tutte queste materiepotesseroestere trasportate , omesse in serbo,ciascheduna da sè, di maniera però che pro-ducano il loro effetto, quando fi riuniscanoper l’attuale bisogno. Questo sarebbe un im-portantissimo benefizio per la umana società.Io lo dimando a quelli , che per formare ilmondo non vogliono altroché materia e mo-to . Finché ci venga questo bramato servigio,noi siam frattanto costretti di continuare nelmescolamento delle tre matèrie della polvere,ne’mortai del molino, coll'ajùto de’pestelli,e dell’irrigazione. 11 mortaro è un pezzo dilegno scavato, per poter ricevere venti lire dipasta della composizione che abbiam poc’anzidetta.. Ogni molino ha 24. mortai . Vi si fab-bricano in una volta, e in un giorno 480.liredi polvere, spruzzando ogni mortaro con duelire d’acqua, quando l’irrigamento preceden-te comincia a consumarsi . La pasta battuta treore continue, passa d’un mortaio nell’altro.Il fondo del mortaio è forato, ed otturato conuna chiave, o pezzo di legno, informa di co-no , per ricevere i colpi del pestello, e per con-servare più a lungo il mortaio. Il pestello è unpezzo di legno di dieci piedi d’altezza, contre pollici e mezzo di larghezza armato abbas-so d’un pezzo rotondo di metallo. Il pestellopesa 65. lire. La mera inspezionede’pezzinefarà capire l’effetto.