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to, per giudicare in un subito dell’altezza d*una torre, 0 della cima d’ un albero, col!'
. ispezione d’uno specchio. Prendete , dicono, Misurareuno specchio da saccoccia, e ponetelo in ter- un ’ a!tez *ra nel luogo, dove comincerete a vedervi F ^eu^a-alto o la sommità della torre , e la croce del jutod’u-campanile, di cui cercate Vastezza. Quando no spec-avanzando lo specchio, o ritirandolo indie- ci,io.tro, voi giugnete al punto, in cui dalla vostra Tav.xV.altezza vedete cotesta sommità , lasciate lospecchio corcato orizontalmente su la terra,e contate quanta distanza vi ha tra i vostri pie-di e lo specchio , poi quanta ve n’ ha dallo_ specchio sin al piè della torre. Concepite, osegnate tre linee perpendicolari e separatecon altrettante picciole parti proporzionali,quanti avete trovati piedi in queste due di-stanze. io. Una linea che chiameremo h , eche è l’altezza dello spettatore ; 2°. la perpen-dicolare/, nel punto d’incidenza. 30.l’altez-za indefinita della torre H. Elleno sono tuttej e tre parallele. Dall’altezza dello spettatore— h guidate una linea ali’incidenza p- quesl’èj il raggio riflettuto. Guidatene un’altra sotto >:il medesimo angolo da p sino a quel punto ’dell’ indefinita H, dov’ ella potrà arrivare:questo sfarà il raggio incidente . Ora questoraggio incidente Hp fa colla linea H e col-ii la perpendicolare p due angoli eguali , poi-ché sono alterni fra parallele. Altrettanto nefa.egli ancora nella sua riflessione tra la perpen-dicolare p^ e Vastezza dello spettatore h. L’
Angolo Gè retto nel gran triangolo. L’angolo; d è retto nel picciolo. L’ angolo G e l'an-