Trattenimento XV.
j 11 ? 6 . Tuttecoteste linee di luce sonoserrace
j l ed unite nel lor principio, e ia loro azione1 è forte a misura della lor densità - Quanta, più la Sfera , eh’élleno varcano di poi, tro-M: vasi esser grande, tanto più si sviluppano ,iì spargono, e la loro azione s indebolisce■ Wtl ‘ à misura della lor divergenza.
7. La regola della diminuzione della luce è' IIlK ‘ in ragione inversa del quadrato della distan-“ J ® za. Se prenderete un globo, è iotaglierete®i? in due metà, ave re te in ciaschedunâ delleMe. p àrt j l 3 superfizie od il piano del maggiprcer-c hioi In questa superfizie , prendete una por-e,Jii 2ione ( Fig. 3. ) chiusa tra due raggi ed unUh arc0j e traversate questo settore con unrag-“ gin in tre parti eguali diviso, per disegnarviorili; lanti archi. Questo settore , e conseguente-itî», mente tutta la superfizie od il piano del granklra circolo crescerà come il quadrato del raggio#Misti: In a il quadrato del raggio d’ un piede mol-Iki tiplicato per ì è ì . In b il quadrato di 2•rati moltiplicato per 2 è 4. In c il quadrato di 3bbffluir per 3 èy. Pjù lungi il raggio di 4 piedi darebbeiliit,: 16, • di 5 darebbe 25, e sì via via# La ragioneil pi* del decrescim#nto della luctfè 1' inversa del; tifi quadrato della distanza •• e se dopo d’avere mi-ps furata la distanza dal foro d’Una camera oscu-liti ra sino alla muraglia , voi presenterete ali'iotf apertura una candela accesa in un cassettino fveti v’accorgerete che la luce ricevuta a un piò diiati distanza dal foro sopra un cartone è vivissima *_[[li a due piedi di distanza da esso foro, scema nonM della metà, ma del quadruplo, 2 avendo4perk sitz quadrato; che però le sue diminuzioni sono co-ó,î; Ha me