Tra*tWn inferi to XV. \zi
\z. L’angolo di riflessione è sempre egua-le ali'angolo d’incidenza.
2Z. II raggio, o la parte del tratto lumino-fo che penetra a piombo da un mezzo inun altro , travalica il secondo mezzo allaperpendicolare, e lènza piegarsi , o passan-do da un mezzo pisi chiaro in un pisi den-so, come dall’aria nel cristallo, o passandoda un mezzo pisi denso in un pisi sottile eleggiero , come dall’acqua neH’aria >, e daun’aria grossa in un’aria più pura.
24. Se il raggio arriva obliquamente so- La riffa-pra la superfizie del nuovo mezzo NM * .rione edov’egli entra , ivi si svolge , e devia dalla * a P io *sua prima direzione, e ripiegasi, o appros- P tnca *
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11'; fumandosi alia perpendicolare , o allònta-
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Dandosene . Ei fa con la linea che è perpen-dicolare alla superficie del mezzo dov’.è ri-cevuto, un angolo più picciolo o pisi gran-de che quello coincidenza secondo la natu-ra de’mezzi. Ei si noma l’angolo di ressa- 'zione. R fig. 5. è un angolo di ressaìzionepiù picciolo che l’angolo d’incidenza I.
25. Là linea coincidenza I prolungatane! L’aiigeìonuovo mezzo sa con la linea di reflazione R differen-un piccolo angolo D che nomasi l'angolodis- riale.ferenziale, perché mostra in che differisca 1’angolo di rifrazione R dall’angolo d’inciden-
za I.
2 6. Quando ii raggio I passa da un mezzo Valorerarefatto , tale qual è l’aria , in un nuovomezzo pisi denso NM, qual è l’acqua od stazionevetro, ei fi piega, avvicinandosi alla perpendi- seconda
eola-
1 mezzi.