1.82 V O V V î C A.
colare , c fa ua angolo di rifrazione R piùpÌQ.dolo di quello della sua incidenza I. .
27. Quando al contrario il raggio, per esem-pio R, riflettuto da un oggetto che è nell’aoqua in R , passa in «n nuovo, mezzo menodenso, com’è sari a, e’ si rompe secondo lìlinea I, allontanandosi dalla perpendicolare.Egli fa così nelsaria l’angolo di rifrazione piligrande che R quant’è il piccol angolo D.
28. Mercé ì' esatta comparazione, che i bra-vi Ottici, hanno studiato di fare de’seni di rut-ti questi angoli, si è arrivato a stabilire unarelazione o proporzione costante tra l’angolod’incidenza e quello-di rifrazione da un mez-zo in un’altro. Così il raggio che pasta dall'aria nel vetro , ivi si rompe sotto un an-golo, che è rispetto a quello d’incidenza ,come 2 a 3. Ed, allora l’angolo differenzialeè metà o quasi metà dell’angolo di rifrazio-ne, ed il terzodell’angolo d’mcidcnza. Nelpassar daU’aria nell’acqua il raggio è menopiegato, l’angolo differenziale è più piccolo,e l’angolo di rifrazione un poco pià grandeche nel vetro. Questo è all’angolo di'fferen-zialei, come 3 a 1 ; 1’ angolo d’incidenza èall’angolo di rifrazione nell’acqua come 4 a3: egli è dunque all’angolo differenziale co-me 4 adì. Poiché l’angolo d’incidenza cheè equivalente all’angolo di reflazione ed ali'angolo differenziale insieme, contien neces-sariamente 3 ed 1 , comparativamente co-gli altri due . Se al contrario il raggio pas-sa dal vetro 0 dall’acqua nell’aria , fa nel,
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