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rrî 1/ o traggi, od obbliqui, o paralleli, quando al ceti;ero non tendendo son tutti obliqui in riguar-do alla convessità. Tutti dunque saranno ivirotti due volte, unanell’entrare , 1 ’altranelF,uscire, e sempre feconda la regola della pro-posizione 27. Non sarà dunque pisi necessa-
rio di segnarvi nelle figure la perpendicola-
re che regola ciascuna riflessione, nè le linee ]sorde , che esprimono l’andatura o palio,che terrebbe ciascun raggio, se continuassela sua strada; cagionando questa moltiplici-tà di linee moka confusione .
4.2. I raggi paralleli P P cadendo sopra ma jlente, L fig. 9. , ivi si rompono due volte,ed hanno il centro G per foco.
43. Dunque per la proposi 28. i raggi di-
vergenti, partiti dal centro dellaconveffità :C, escono paralleli come PP. ,,
44. Quelli che sono molto divergenti, nelpartire, esempigrazia, dal punto radiante Dtra la lente, ed uno de’ centri di convessità
divengono meno divergenti, quando esco-
no colme SS.
45. Dunque i raggi che v'entrano conver- égenti come SS, convergeranno ancora piti venella loro uscita., e concorreranno verso P. ;î
46. In uria parola, essendo il punto radian-
te di qua dal centro verso D, i raggi esco- tno divergenti SS. S’ egli è qpl centro in 1 jod in G, escono paralleli P P , s’egli è piti tlontano che f, centro C, o c da una parte, jconvergeranno più. o men lontano al di la 1 tdel centro opposto. . p
47. Tutti i punti degli oggetti sono tanti t
pan-