Band 
Tomo decimo.
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150
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ijo L’ Ottica.

8l. Le persone che hanno il cristallino trop,po piattò nel dinanzi, is qual difetto accadecollera a poco. a poco, haìlno bisogno di al-lontanare il libro o l’oggetto , cui voglionnettamente vedere, perché quando soggettoè vicino i raggi sono troppo divergenti. Con-tinuano ad esserlo nels occhio, e il cristalli,no non li riunisce se non al di là del sondodell’occhio. Allora i fochi de’pennelli non sischierano su le fibre neppurdove si dee fate

10 scuotimento della pittura oculare, se nonlì scosta soggetto , o non s’interpone trai’occhio e soggetto una lente poco grossa, edatta a dare ai raggi il ravvicinamente, che

11 sa concorrere non al dì là dell’ occhio, maappuntino sul sondo.

Gli oc- 82. Quelli che guardano le cose molto daduali _ vicino, lo fanno per rimediare alia troppoconcavi, grande convessità del loro cristallino. Quan-do ricevono da lungi i raggi poco divergea-,ti che sono riuniti dalcristallino troppo con-vesso in alcuni puntidelsumorvitreo, sim-magine di questo foco diventa inutile: irag-gi vi s’incrocicchiano e cagioneranno una scotasa confusa sopra’l sondo dell’occhio. Il rime-dio a quest’inconveniente è avvicinare sog-getto, perché i raggi che entrano nels occhiosotto un angolo grande e divergenti, non firavvicinano così presto, ed allora la granderitondezza del cristallino iidirigeinfochi cheformano una pittura netta e distinta appun-to sul fondo: ovvero fi mette tra soggetto# s occhio un occhiale concavo che disperda

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