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Tomo decimo.
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157
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i, Trattenimento XV. 157

ìfìt 1 LA, è cacciato anch’ egli contro il cerchio su-te, t; peri ore con Passito d’ una spirale d’acciajo.ca|;- O piastretta traforata con più fori, pern-ian cevere diversi piccoli oggetti, serrati come dìlàK sopra tra due soglie di talco, L'uno di que-sti fori è chiusa con un vetro concavo perfes ricevere alcune goccio del liquore, ove fisaÌ! j> macerare o della paglia, p del fieno, od al-à tro fogliame, per tirarvi degli anima 1 etti. AI-0 »; tre due di queste aperture sono turate , lunafe; con una stnscetta d’avorio , per meglio farleSica lortire il colore degli oggetti opachi, crini-l«i- bruniti; f al tra, con una liti scotta d’ebanoca E per meglio distaccare gli oggetti opachi d’unÈ color chiaro. Il bottone che nel mezzo diquesta piastretta scorre, e si ferma in P perlf E; ivi diventare un perno, sopra cui ella girae conduce l’oggetto, che vuoisi, su raper-ai tura M, . .

j B j K specchio concavo che gira suidnetor-rioncelli SS, nel mezzo cerchio R che giraanch’ egli sul perno a. Con la libertà di taljjjj movimenti si gitta la riflessione della luceodel cielo, o d’una candela, su 1 oggetto trar-yj parente , che considerasi in M. Questo primoL, riverbero può servire di giorno e colla can-slidela.

]j ( j. V Lente convessa da una parte , e pianafidali’altra, perché possa gittare un po'da lun-g gì la luce a un cerino, e raccolta in un so-dico vivo su y oggetto opaco , posto in M .ll 1 Questa lente gioca e si move come lo spec-chio concavo, ed inserisce il suo perno infe-riore nel!' apertura W ; eli' è la seconda ri-Wf" ■ fies-