Trattenimento I. 17*
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nj,;, dio. Non sarebbe nò filosofare, se ataîDote.. S j, Jori crediamo,) incorrere a Dio, quando trac*J ttr rati delle cagioni fisiche formatrici degli esseri f^ poiché dato un poco di fango e di calore, neà nascerà tosto un Sole ed una terra, ne nasce*^ ranno dqgli uccelli e de’quadrupedi , un uo-ju mo, una donna, del grano e dell’acqua, inbreve il mondo, e tutto s apparato di esso. liyd gran Cartesio ha veduto spuntare tutte cotestej ■ cose dalla sua materia mossa in vortice, senza■1 che Dio vi ponesse alcun ordine j e dopo lui, degli altri Filosofanti hanno ancor più lungil ! portata la Fisica . Il Cartesio non poteva fart senza di Dio, per avere almeno illitnoprimiti*Ml1, vo, ed il moto formstar delle spezie : questi,, sono gli unici due punti, eh ei domandava aj® . Dio . Gli altri venuti di nuovo , dopo aver■ * veduto, o creduto vedere col Cartesio, il So*le e la Luna , un uomo in punto , ed una“r donna uscir dalla polve , non come fatture“ { F e prodotti d’un particolare consiglio evolc*re, ma come effetti necessari del moto vor-« ticoso , non han veduta maggiore necessitàfai!,: d’attribuire la polve stessa, ed il moto ad un•Np consiglio, ad un volere; messi perciò questi daMte parte, non hanno conosciuto altro , che la• f® 11 ; materia,
Secondo essi la morale si dee trattare al?w| : tresì, senza che Dio v' intervenga. Che al?ilici; tro è ella, se non sei’aggregato, od il corpo:ctf®' delle regole, che gli uomini devono seguita*il A re fra essi? Convien dunque cercare coteste&»' regole nella causa o nell’intenzione, per cui«liti! gli uomini li sono insieme adunati. Orn1 non